Papiri Greci Magici

Oggi volevo dire qualcosa riguardo ai papiri greci magici (che non sono greci, non sono papiri e la maggior parte di essi non hanno nulla a che vedere con la magia…).

Questi testi, scoperti nel diciottesimo secolo, furono venduti da un certo Nastasio di Svezia in tutti i più grandi musei d’Europa. Inizialmente archeologi e studiosi li classificarono come delle semplici superstizioni antiche, delle inutili bizzarrie, e non le catalogarono.

Ad un certo punto, senza nessuna prova scientifica né nesso logico, decisero che i PGM erano la prova dell’esistenza della Mitraliturghie.

Chi teneva corsi universitari su di essi spesso incollò del simil-papiro sopra la parte scritta in lingue diverse dal greco. Solo dopo la seconda guerra mondiale ci si è resi conto dello scempio e uno studioso, il Medebach, ha iniziato a lavorare per trascriverli integralmente ad uno ad uno.

 Si tratta di testi che, nella maggior parte dei casi, non sono stati scritti in greco ma in egiziano.

Furono trovati in gran quantità a Tebe e risalgono più o meno tutti all’epoca Imperiale Romana (circa I sec. d.C.).
Si configurano spesso come ricette, istruzioni e/o prescrizioni (tipo quelle che fanno i medici oggi).
Analizzandoli strutturalmente si possono individuare tre parti:

1. Prologo: vi comparivano i nomi di varie divinità antiche (in alcuni compare anche quello di Gesù)
2. Presentazione del tema: i temi trattati da PGM sono vari, si va dalla medicina all’erboristeria, all’alchimia fino anche alla linguistica.
3. Istruzioni: si spiega cosa deve fare e dire l’operatore rituale e quali oggetti deve utilizzare (poteva essere corredata da immagini)

L’ipotesi più accreditata è che questi testi venissero conservati dalla classe sacerdotale o depositati in templi o luoghi appositamente preposti. In realtà, come dimostrato dalla scoperta della biblioteca magica di Tebe, c’erano anche molti privati che li custodivano (da medici ad alchimisti)

 A Pergamo è stata trovata una “biblioteca-laboratorio” per cui è stato ipotizzato che si schedassero tutti i materiali di questo tipo e che poi questi potessero essere prescritti come delle ricette mediche (<- nè accettata, nè screditata).

Un errato luogo comune molto diffuso è quello di credere che il mago obbligasse la divinità ad ubbidirgli, quando invece accadeva il contrario: la supplicava di aiutarlo ed è lui a rendersi “schiavo” della divinità.

 Ogni papiro contiene sia una parte verbale che una parte gestuale, da svolgere.

Era fondamentale nell’antichità che l’operatore  conoscesse i linguaggi divini e quindi sappesse parlare ad esempio tutte lingue ed i dialetti del mediterraneo antico, i suoni della natura e i linguaggi degli animali e così via…di solito i linguaggi necessari venivano espressamente richiesti nei vari papiri.

 E’ stato provato come certe conoscenze (anche molto avanzate) presenti nei papiri greci siano poi state perse e derise, per essere infine riprese e rivalutate in epoca contemporanea (ad esempio: la descrizione della produzione del suono e dell’apparato fonatorio umano oppure alcuni suoni che venivano fatti pronunciare ai bambini nelle scuole per correggere difetti di pronuncia)

Fonte: rielaborazione di miei appunti universitari

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2 comments

    • Perchè dovevano essere comprensibili e accessibili a tutti, anche ai Cristiani. Inoltre la religione romana era molto pragmatica e si cercava di ingraziarsi quante più divinità possibili.

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