Le "dee vecchie"

La mitologia Greca è molto ricca e complessa: prevede vari tipi di racconti e varie tipologie di divinità. In questo post vorrei parlare delle “dee vecchie”, così dette perché anziane o più antiche di Zeus e delle altre divinità.
Se ne individuano tre gruppi:

1. Le Moire
2. Le Graie (graia in greco significa propriamente donna anziana; dette anche Forcidi)
3. Le Eumenidi (dette anche Erinni, Furie o Manie)

Le Moire (= parti) sono le divinità del fato, coloro che tessono il filo della vita dei mortali e decidono chi nasce e chi muore. Il loro giudizio è definitivo: nessuno, neppure lo stesso Zeus poteva opporsi o cambiare le loro decisioni.
Generalmente, ma non sempre, sono tre: Cloto (da klothes, cioè filatrice), Lachesi e Atropo la più vecchia e potente. Secondo la tradizione orfica: erano figlie di Nyx, la Notte, e il loro numero indicava le tre parti della luna; vivevano in una grotta in cui sgorgava l’acqua bianca di un lago.
Esiodo, invece, ci dice che queste tre dee erano figlie di Zeus e Temi.
Come già accennato, non sempre il loro numero corrispondeva a tre, in alcuni casi appaiono in quattro, più spesso in due (es: a Delfi se ne adoravano solo una per la morte e una per la nascita). Omero ci parla di una sola Moira.

Le Graie sono sorelle delle Gorgoni; Esiodo ne individua due: Enyo e Penfredo, termine con cui si individuano anche una specie di vespe (infatti in Omero appaiano come api), e ci dice che hanno «bellissimi volti» anche se «vennero al mondo con i capelli bianchi» (per questo vengono chiamate Graie).
Esse dimoravano in una grotta all’ingresso del paese delle Gorgoni, in cui non si vedeva né il Sole néla Luna.
In alcuni racconti hanno un solo occhio e un solo dente in comune. Fu proprio rubando il loro occhio che Perseo riuscì a farsi rivelare il modo per battere Medusa.
In altri racconti sono tre e non due; per la terza ci sono due varianti: Deino o Perso (che tra l’altro è un nome con cui in alcuni casi si designava Ecate).

Le Eumenidi sono delle dee antiche, dai capelli trasformati in serpenti, la pelle nera e la veste grigia; a volte erano alate e ricordavano le Arpie.
Dimoravano negli Inferi ed erano (nella maggior parte dei miti) tre: Tisifone, Megera e Aletto.
Su chi fossero i loro genitori ci sono molte versioni diverse. Ricordiamo qui solo che per gli orfici erano figlie di Ade e Persefone mentre in Esiodo erano nate da Gea, fecondata dal sangue di Urano quando questi fu separato da lei.
Si tratta di spiriti di ira e vendetta, che proteggono le madri, i padri, i fratelli maggiori e i loro diritti (ma prima di tutto la madre, anche oltre la legge stessa). Compaiono ogni volta che viene compiuto un matricidio o che vengono mosse gravi offese nei confronti di una madre.
Venivano considerate comunque dee benevole.

 

Bibliografia:
Esiodo – Tutte le opere e i frammenti“, Bompiani 2009
Gli dei della Grecia”, 1962, Kàroly Kerènyi
Miti Orfici

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