Gioco dell’oca

Come sempre, la tradizione popolare è un ricco di bagaglio di immagini e simboli iniziatici.
Li abbiamo sempre sotto gli occhi e magari non ci facciamo caso, o perché non lo sappiamo o perché non ci fermiamo abbastanza a lungo a riflettere.
I giochi di percorso sono molto antichi (si pensi al cinese shing kunt t’o, composto di 99 caselle).

Una leggenda attribuisce a Palamede, re d’Eubea, l’invenzione del gioco dell’oca (assieme ai dadi, la dama, le misure e il calendario) che è molto simile al cosiddetto “Disco di Phaites [Festo]”, risalente al 2000 a.C. circa e scoperto a Creta nel 1908 (nota: la sua autenticità è stata messa in discussione). Quest’ultimo è  un disco piatto di argilla cotta di circa 20 centimetri di diametro in cui sono incise 61 caselle distribuite a spirale con 242 segni. E’ certamente un percorso, perché vi appare una figura umana intenta a camminare, mentre in altre caselle sono raffigurate grandi uccelli simili a oche e cigni in volo.

crete_-_phaistos_disk_-_side_a
Disco di Festo

Il gioco, così come lo conosciamo, comunque, nacque forse in Italia, verso la seconda metà del XVI secolo, come gioco originale o come reinvenzione di un gioco già esistente. In un trattato sugli scacchi del 1617 l’autore Pietro Carrera ci dice che fu Francesco de Medici a riscoprire e reinventare il gioco, che poi donò a Filippo II di Spagna:

[…] gli uomini spiritosi dopo la prima inventione della cosa, su l’istesso fondamento aggiungendo, ò mutando, ritrovano altre inventioni, come è noto essere avvenuto al ritrovamento del gioco dell’Oca ne’ tempi de’ nostri padri, perché questo gioco essendosi ritrovato in Firenze, e piacendo sommamente parve a Francesco de’ Medici gra Duca de Toscana  di mandarlo alla Maestà del Re Filippo II. in Ispagna, ove pubblicato diè materia à’ buoni ingegni di ritrovarne altri poco differenti dal primo, fra’ quali vi è il gioco detto Filosofia Corteggiana ritrovato da Alfonso di Barros […]

Nel XVII secolo, il gioco dell’oca era già ampiamente diffuso in tutta Europa, e sappiamo che era tra i passatempi preferiti di Luigi XIII. Con il passare del tempo, verso la fine del 1600 esso assumerà, almeno tra la classe popolare, i tratti tipici del gioco d’azzardo (a volte nelle caselle si scriveva anche quanti soldi dovevano essere pagati) tanto “che Luigi XIV di Francia fu costretto a proibirlo severamente” (Ricciulli). Sempre nello stesso periodo, alla struttura tradizionale si sostituisce un percorso più illustrato e si presentano variazioni al tema dell’oca -in particolare con blasoni nobiliari ed araldiche.
Nel corso dei secoli le regole, il tema e la la lunghezza hanno subito diverse variazioni che hanno portato alla nascita di giochi anche molto diversi dall’originale. La variante più diffusa conta 90 caselle. Altri esempi sono: il “Gioco del Barone” (a cui si ispira la versione che ho io a casa) che contava 76 caselle; il “Giro del mondo in 80 giorni” lungo, appunto, 80 caselle e ispirato al celebre romanzo di Verne (che peraltro fa riferimento al Gioco dell’oca ne Il testamento di uno stravagante).

Il gioco si svolge tradizionalmente sopra un supporto di dimensioni variabili, in cui è raffigurato un percorso a spirale composto da caselle numerate progressivamente, che conduce verso il centro (detto giardino dell’oca).

Nelle versioni più antiche, che sono quelle più cariche di simbologia, c’erano 63 caselle (64 se contiamo anche l’immagine centrale che non è però numerata), di cui solo 21 (22 contando il centro) illustrate e le altre completamente bianche. 13 caselle sono caselle oca (vale sempre lo stesso discorso: 14 se contiamo il centro).

Si gioca con due dadi, il giocatore che ottiene il punteggio alto all’inizio comincia per primo. Ogni partecipante ha un proprio segnalino e quando arriva il suo turno tira i dadi e procede di un numero di caselle corrispondente a quello ottenuto. Se si finisce su una casella con un oca si raddoppia il punteggio, avanzando (o retrocedendo) di altrettante caselle. Vince chi arriva alla casella 63 o chi arriva al centro, dipende dalle regole. Chi, invece, sorpassa la casella finale deve retrocedere del punteggio che avanza. Se un giocatore viene raggiunto da un altro nella sua casella retrocede alla casella in cui si trovava prima l’altro giocatore.

Vediamo ora in breve il simbolismo che si cela nel gioco.

La spirale rappresenta il percorso iniziatico, volto al ricongiungimento con l’origine, con l’Uno; un percorso insidioso, costellato di ostacoli e prove che l’Iniziato deve superare ma anche di gratificazioni. A tal riguardo, viene collegato con il cammino di San Giacomo di Compostela (la merelle, la capasanta, si configura come la zampa dell’oca).

L’oca, che ad oggi viene legata a concetti negativi, in passato aveva attributi simbolici molto positivi ed era assai apprezzata in molti ambiti. Per esempio, Erodoto ci dice che era animale sacro degli Egizi; Ovidio nelle Metamorfosi ce la presenta come un animale degno di essere offerto agli dei; nel Rinascimento fu associata alla consultazione della sorte e acquisì una profonda valenza divinatoria.

La disposizione delle oche nel percorso pone in evidenza l’importanza dei numeri 7 e 9 nella struttura; infatti sono sempre disposte in questo modo: 4 caselle-oca-3 caselle-oca. A causa di questa disposizione regolare, se un giocatore ottenesse 9 al primo lancio vincerebbe automaticamente il gioco. Per evitare questo, sono presenti due caselle “dei dadi” (che comunque garantiscono un bel vantaggio al giocatore): – la 26 in cui va chi ha ottenuto 9 con 3 e 6 – la 53 in cui finisce invece chi ha ottenuto 9 con 4 e 5 Sempre a causa della disposizione delle oche, Thibaud propone una interessante interpretazione in cui i cicli novenari e settenari segnano gli anni fondamentali della vita umana.

Contando anche il centro, dicevo, abbiamo un totale di 64 caselle. Questo numero, che rappresenta l’unità (6+4=1) e che corrisponde anche alle caselle della scacchiera (8×8), secondo alcuni, va rapportato agli esagrammi dell’ I-Ching. Secondo me è importante far notare che il numero delle caselle disegnate, cioè 22, è anche il numero degli arcani maggiori dei Tarocchi e delle lettere dell’alfabeto ebraico.
Le caselle speciali sono:
-6: Il Ponte (si va alla 12);
-19: L’Osteria (ci si ferma un turno): è il primo ostacolo che si incontra nel cammino. Potrebbe simboleggiare la pigrizia, la distrazione;
-31: Il Pozzo (si resta fermi finchè non ci capita qualcun’altro; in alcune versioni manda alla casella 52, la Prigione): lo si lega alla fissità, al pericolo di cedere all’Ego;
-42: Il Labirinto (in base alla versione o si torna alla casella da cui si è partiti o si retrocede di 12);
-52: La Prigione (dipende dalla versione, in alcune è come per il pozzo, in altre ci si può liberare tirando un 5 o un 7);
-58: La Morte (chi capita in questa casella deve ricominciare dall’inizio; in versioni postume, tipo la mia, chi ci finisce sopra è eliminato dal gioco): di solito è rappresentata priva di nome, come l’Arcano omonimo dei Tarocchi, il XIII (che è anche il valore numerologico della casella stessa). La morte è anche simbolo della rinascita, della fine che porta ad un nuovo inizio, ad una nuova vita.

Infine, Fulcanelli ne parla ne “Le dimore filosofali” in quanto metafora pratica della Grande Opera. Solo a titolo d’esempio di come potrebbe essere letto in chiave alchemica, dirò alcune cose:
1) la forma della prigione ricorda molto quella della torre dell’Athanor;
2) Filatete, parlando delle Aquile, asserisce che “l’operazione è compiuta in modo eccellente dal numero 7 e dal numero 9” e che “tanto minore il loro numero, tanto più dura la lotta, tanto più tarda la vittoria”;
3) sempre Filatete dice che l’oca è il Mercurio filosofico (“l’uccello di Ermete, che ora si chiama oca, ora fagiano, ora questo, ora quello”);
4) ne Il mistero delle Cattedrali Fulcanelli dice che esso rappresenta il percorso che l’Adepto deve compiere verso il centro. Ancora, in questa stessa opera ricordo che l’autore diceva qualcosa a riguardo di Compostela e della merelle già citata (dovrei andare a rivedere sul libro però…)

Questa voleva essere solo una panoramica generale, ma approfondendo i vari simboli, cercando, scavando, si potrebbero scoprire molte cose interessanti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...