Sator Arepo Tenet Opera Rotas

Oggi volevo trattare un argomento spinoso, più speculativo che utile da un punto di vista pratico: il quadrato “magico” del Sator.

Considerato da molti occultisti una formula magica, lo ritroviamo inserito (per lo più a casaccio) in una infinità di incantesimi*. Mi è spesso capitato di chiedermi il motivo questa onnipresenza del palindromo dato che non esistono prove, almeno per quel che ne sò, che ne testimonino un EFFETTIVO uso esoterico/magico. Poi vabbè, magari sarò io ad essere nel torto e in questo caso correggetemi.

Comunque sia, il Sator è la più famosa struttura palindroma che da secoli ha dato di che pensare e lavorare agli studiosi.

Si tratta di una frase in lingua latina (rotas opera tenet arepo sator, o, nella versione Medievale, sator arepo tenet opera rotas) che può essere letta da destra verso sinistra o viceversa indifferentemente. La sua particolarità è di essere composta di cinque parole da cinque lettere ciascuna ed è quindi possibile inscriverla in un quadrato di 5 x 5 caselle all’interno del quale la frase può essere letta anche dall’alto verso il basso e viceversa.

Il più antico Sator databile fu scoperto a Pompei durante gli scavi e risale al 76 d.C., data dell’eruzione del Vesuvio. Nel 1937, in Mesopotamia furono rinvenute ben cinque incisioni contenenti la frase; inoltre, se ne hanno esempi anche provenienti dall’Egitto, dalla Cappadocia, dalla Britannia e dall’Ungheria. Tutti, comunque, apparterrebbero al periodo dell’Impero Romano.

Per esempi più recenti occorre fare riferimento al Medioevo e in particolar modo alle costruzioni sacre che sono attribuite all’Ordine dei Templari e a quelle in qualche modo con loro collegabili. Celebri sono, ad esempio, il SATOR sulla parete del duomo di Siena e quello di Santiago di Compostela. Nell’aquilano ve ne sono ben tre: uno a Capestrano, nella chiesa di San Pietro ad Oratorium, uno a Magliano dei Marsi, in una chiesa dedicata a Santa Lucia e un terzo a Campotosto. In Francia meritano di essere ricordati quello nella chiesa di San Lorenzo di Rochemaure, quelli presenti nei castelli di Chinon, di Jamac e di Gisors e in una vecchia casa di Le-Puy. Altri sono sparsi un po’ in tutta Europa.

Il ricercatore italiano Pietro Marino, durante le sue ricerche sulla cattedrale di Rennes-le-Château, scoprì che a Cap de l’Homme esisteva una pietra sulla quale era raffigurato il quadrato del SATOR, scritto però con lettere greche. Nel 1873 Rivart scoprì una pietra enigmatica, sulla quale figuravano le lettere SRNPR, una specie di glifo a forma di “maggiore” (“>”) ed una croce greca accanto alla punta, sul lato superiore. La pietra, che divenne di proprietà del vescovo Monsignor Mangin, andò poi distrutta durante la Prima Guerra Mondiale. Una sua riproduzione è stata ritrovata nel 1980 ed è oggi conservata in una sala del “Cercle Saint Dagobert II” di Stenay. Lo studio dell’enigmatica pietra ha avuto una svolta quando si scoprì la relazione tra le lettere, il glifo ed il Quadrato Magico del SATOR. Le lettere SRNPR, infatti, compaiono nel Quadrato secondo uno schema la cui forma riproduce esattamente quel glifo.

(*) Si trova tanta di quella merda su internet .____.

Interpretazioni.

Inutile dire che questo misterioso palindromo ha scatenato, e tuttora scatena, la curiosità di molti. A causa del suo fascino ci sono stati tantissimi ricercatori che hanno tentato venirne a capo e di fornire un’interpretazione che fosse valida. Vediamone alcune.

Interpretazioni letterali.
C’è chi ha puntato sull’interpretazione letterale delle parole, ricavando:

SATOR= seminatore
TENET= tiene
OPERA= opere
ROTAS= ruote

AREPO, invece, sembra essere di difficile comprensione, pertanto le sono stati attribuiti diversi significati.

Interpretazione di AREPO come nome proprio.
C’è chi vi ha visto un nome proprio di persona: Arepone. Ma molte sono le critiche a questo tipo d’interpretazione, perché Arepone, come nome proprio, non si è mai sentito.

Interpretazione di AREPO come “carro”.
C’è chi dice che arepo derivi dal latino arepus che vuol dire “carro”. L’interpretazione data sarebbe quindi quella di Dio (il Seminatore) che dal suo “carro” sorveglia la Terra.

Interpretazione di AREPO come “Areopago”.
L’Enciclopedia Britannica, con una lieve forzatura sintattica, riporta come traduzione la frase: «Il Seminatore dell’Aeropago detiene le ruote dell’Opera» ovvero suppone che si trattasse di un riferimento all’arte della guerra ed al coraggio dei combattenti in epoca Romana.
Se invece l’intera frase si potesse leggere a serpentina, senza ripetere tenet, otterremmo: SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS ovvero “Il seminatore tiene le opere, l’arepo le ruote”. Arepo, una forma popolare, derivata contraendo il termine Areopago, per indicare il supremo tribunale o il giudice stesso.
Il senso dell’intera frase appare più chiaro e abbastanza semplice: “Il seminatore ha il controllo delle opere, il tribunale supremo (controlla) le ruote del destino”, ovvero: IL SEMINATORE DECIDE I SUOI LAVORI QUOTIDIANI, MA IL TRIBUNALE SUPREMO DECIDE IL SUO DESTINO.

 Interpretazione di AREPO come AH, REPO.
AREPO come A, REPO, cioè come due parole e non una. Nell’uso vivo e non solo scolastico della lingua latina il significato di “repo” è “io striscio” mentre la “a” (anche se manca dell’h) sta per l’esclamazione ah!, ahimè!. Quindi si avrebbe qualcosa del tipo: <ahimè, io Striscio o Seminatore!>. A sostegno di questa tesi Carlo Franciosi ci parla di un terzo quadrato rinvenuto nel ‘700 nella casa di Giulia Felice, che al quarto rigo presentava REPO, con l’omissione della A, considerata evidentemente superflua al significato della frase.

Anagrammi.
Pater Noster.
C’è chi ha inteso questo palindromo come una crux dissimulata:

P
A
T
A E O
R
P A T E R N O S T E R
O
O S A
T
E
R

La A e la O che vengono generalmente intese come un’Alfa e un’Omega, lettere simboliche che ricorrono spesso e in molti monumenti cristiani.

Anagrammi vari.
Anagrammando il palindromo e mantenendosi in ambito cristiano, alcuni hanno ottenuto frasi come:
1) O PATER, ORES PRO AETATE NOSTRA (O Padre, prega per la nostra età.
2) SATAN, TER ORO TE, REPARATO OPES! (Satana, ti prego per tre volte, restituiscimi le mie fortune).
3) ORA, OPERARE, OSTENTA TE, PASTOR (Prega, opera e mostrati, o Pastore).

Interpretazione di Elio Galasso.
Tratto da http://www.eliogalasso.it:

A Pompei prima dell’eruzione del 79 d. C. si parlava e si scriveva un latino volgare, fondamenta delle lingue romanze.
Per arrivare alla soluzione dell’enigma che racchiude il “Sator” è a questa lingua che bisogna fare riferimento. Ad essa appartiene l’indicazione della chiave di lettura, ad essa appartengono alcune parole della soluzione stessa.
[…]
Come abbiamo visto l’esempio di “Sator” trovato a Pompei ha posto al di sopra dello stesso un Triangolo e al di sotto la scritta “ANO”. Sono questa figura geometrica e questa corta parola la chiave per “scardinare” il segreto nascosto nel “Sator”.
La parola “ANO” significa anello (dal latino classico ANUS, ANUM), l’anello da prendere in considerazione è l’anello che contiene il triangolo.
A questa figura corrisponde l’anello per antonomasia, l’Anello Sigillo di Salomone che ricevette da suo padre Davide e dal quale deriva il nome del simbolo che si ottiene con l’unione di due triangoli: la Stella di Davide o Esagramma.
E’ questa la chiave che indica la strada e il percorso di lettura che occorre compiere attraverso le lettere contenute nell’enigma.
Sovrapponendo la stella al “Sator” ci si accorge di come queste due figure siano complementari:

           

Partendo dalla punta rivolta verso l’alto e procedendo verso sinistra si ottiene un determinato tracciato per il quale si passa una sola volta per lo stesso segmento (è l’unico percorso che dà origine ad una frase traducibile). La parola “AENEAS ” è data dalle lettere che rimangono fuori da quel determinato tracciato.
Leggendo le lettere seguendo quel determinato percorso si ottiene la seguente frase (i colori indicano il percorso seguito).

TOROTRA PER SATOR PETO AENEAS.
IL TORO TRAMUTA PER MEZZO DEL CREATORE VERSO L’UOMO.

E’ chiaro che AENEAS indica l’uomo perché la fattura del “Sator” è da attribuire ai Romani.Nella versione medievale, capovolta rispetto a quella romana, si procederà verso destra.”

A sostegno di questa tesi l’autore cita anche il Sator del pittore Filippo Balbi:

Nella Certosa di Trisulti è presente un dipinto del pittore napoletano Filippo Balbi eseguito intorno al 1860 e nel quale è contenuto il “Sator”. Osservando la figura è possibile notare un personaggio mitologico (l’Abante) dalle chiare sembianze taurine e una scritta al di sotto del “Sator”: “MA IL CAMBIAR DI NATURA E’ IMPRESA TROPPO DURA”. Si ottiene così la seguente frase: “IL TORO TRAMUTA PER MEZZO DEL CREATORE IN UOMO, MA IL CAMBIAR DI NATURA E’ IMPRESA TROPPO DURA”

Interpretazione di Maria Grazia Leopardi.
Una delle interpretazioni che più mi sono piaciute è quella di Maria Grazia Leopardi che, nel suo libro Il Quadrato Magico Del Sator – Il Segreto Dei Maestri Costruttori, scrive che dall’unione grafica delle lettere che compongono la frase (fig. 1), seguendo un ordine ben preciso, si ottiene un reticolo, il quale non sarebbe altro che una matrice universale, una “forma senza forma dove può manifestarsi ogni forma. Grazie a questa matrice si dovrebbero poter ottenere delle proporzioni armoniche (come dimostrebbe l’esempio applicato alla chiesa di San Francesco in Assisi in fig. 2):

fig. 1
fig. 2

In questa prospettiva il SATOR sarebbe un’indicazione nascosta per gli antichi costruttori.

Interpretazione in chiave cabalistica.
A.D. Grad, nel libro Introduzione alla Qabbala ebraica ci fa notare come il SATOR altro non sarebbe che una chiave cabalistica centrata sui numeri 13, 26 e 65, che stanno tutti ad indicare l’Eterno, ovvero Dio.
Scriviamo il quadrato magico di Venere, ovvero il quadrato numerico del 5, che è formato da tutti i numeri interi dall’1 al 25. Esso presenta nella casella centrale il numero 13, e la somma di ogni fila orizzontale, verticale o delle due diagonali principali dà sempre, come risultato, il numero 65:

Ora, sovrapponendo le cinque parole del palindromo magico, si notano alcune cose:

1)    i numeri corrispondenti alle lettere S ed R della parola esterna ROTAS danno la stessa somma, 26 (11 + 15 = 26; 23 + 3 = 26);
2)    tutte le altre coppie di numeri la cui somma è 26 corrispondono, nel SATOR, a lettere uguali, AA oppure EE;
3)    l’unica lettera centrale, la N, corrisponde al n° 13, che non è altri che la metà di 26.

Secondo la Qabbala:

* 65 è la somma numerologica corrispondente al nome “ADONAI” (Aleph – Daleth – Nun – Yod = 1 + 4 + 50 + 10 = 65);
* 26 è la somma numerologica del nome “IAHVE” (Yod – He – Waw – He = 10 + 5 + 6 + 5 = 26);
* 13 è la somma numerologica del nome “AHOD”, cioè Uno (Aleph – Heth – Daleth = 1 + 8 + 4 = 13).

Adonai e Yahvè sono i nomi di Dio, la loro somma ridotta dà 65 + 26 = 91 = 9 + 1 = 10 = 1, Uno è “Ahod” che dà 13, e quindi tutto è ricondotto al numero 13, che nel quadrato si trova esattamente al centro.

Ora, lasciando per un momento da parte l’interpretazione numerica di Grad, e provando a sovrapporre al SATOR le lettere dell’alfabeto ebraico corrispondenti, noteremo che ai quattro vertici ci sono due Resh e sue Shin, sole e fuoco, la prima collegabile a Tiphareth, la seconda a Geburah, ed al centro Nun, Acqua. Considerando anche il famoso glifo di che incita a prendere in considerazione le lettere snrpr, possiamo notare come venga a costruirsi una piramide che ha come vertice Nun l’acqua, e come base fuoco e terra (Tau).

Il sator e l’amore.
Nel terzo libro di Abra-Melin, al diciannovesimo capitolo (dedicato ad ottenere “tutti i tipi di affetti e di amore“), si fa riferimento al SATOR dandone la seguente traduzione:

Sator = il Creatore
Arepo = che si muove lentamente
Tenet = mantiene
Opera = le sue creazioni
Rotas = come vortici

Ora, tralasciando un suo possibile uso in magia (quantomai dubbio, lo ripeto), si noti che nel sistema pitagorico il numero 5 è il numero dell’Amore, dato dall’unione del primo numero maschile 3 e il primo numero femminile 2. Il cosi ottenuto è il primo numero della Vita dato dall’unione del Maschio con la Femmina. Si definisce anche il come primo numero Universale. Inoltre dalle radici di 2 ,3 e si possono ricavare le proporzioni e i rapporti armonici.

A volte, poi, il quadrato magico lo si incontra con al centro la N rovesciata e, nella criptata “Lingua degli Uccelli”, la “N” rovesciata corrisponderebbe all’inverso dell’odio, cioè all’amore 🙂

In questo senso, il SATOR potrebbe essere un simbolo d’amore e di creazione, e anche questa interpretazione mi piace!

 

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2 commenti

  1. L’architetto dell’opera possiede l’opera del Grande Architetto … (Giovanni Tomassini … il Segreto di Hiram … Atanor Editrice )

  2. sator = Il Creatore
    arepo = a re Pater Omnium ( re = ablativo di res -rei)
    tenet = conserva
    Opera = le opere umane
    rotas = le sfere celesti

    Il Creatore, da ciò Padre di ogni cosa, conserva/dirige le opere umane e l’universo.

    Non a caso tale scritto, non sempre in forma di quadrato, compare su pareti esterne di chiese quale invocazione / preghiera a protezione dell’edificio sacro costruito o restaurato.

    Andrea ( Padova)

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