Anche il femminile è Solare

Lo sanno bene gli eteni e gli shintoisti, ma è meglio sottolinearlo lo stesso visto che in molti credono che il femminile sia solo lunare e il maschile solo solare in tutte le culture del mondo. Mi è capitato un sacco di volte di leggere post su blog, forum, gruppi di facebook in cui le persone parlano di universali in riferimento al femminile e al maschile e al loro collegamento con i due astri, ignorando completamente tutte le culture in cui l’equazione femminile=lunare e maschile=solare non si verifica.

In realtà va detto che secondo alcuni studiosi, come Brian Branstonle dee solari sono molto più diffuse nelle culture del mondo rispetto alle loro controparti maschili e la convinzione che le divinità solari siano in primo luogo maschili è collegata al fatto che le poche mitologie meglio conosciute da noi (come quella greco-romana) raramente infrangono tale regola, sebbene svolgendo analisi più approfondite dei miti precedenti di quelle stesse culture, si riveli una distribuzione molto diversa di quella che è dominante nella credenza popolare contemporanea. 

Tra i primi documenti di credenze umane emerge che le prime dee del pantheon Egizio recavano il disco solare sulla testa come simbolo di dignità. Il sole era una delle espressioni maggiori dei simboli e dei geroglifici egiziani. Tutte le divinità lunari del pantheon erano invece maschili. Il cobra, la leonessa, la mucca, i simboli dominanti delle più antiche divinità egizie mostravano la loro relazione con il sole in cima alla testa; erano divinità femminili ed il loro culto rimase attivo per tutta la storia della cultura egizia. In seguito, durante il periodo della diciottesima dinastia, assunse sempre maggiore rilevanza la figura di una divinità solare maschile.

Vediamo alcune di queste dee solari.

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SOL

Nella mitologia germanica il sole è femmina (Sol/Sunna) e la luna è maschio (Mani). Secondo il mito, dopo essere stata posta dagli dei nel cielo per regolare il moto dell’astro, ogni giorno Sól corre attraverso il cielo sulla sua carrozza, spinta da due cavalli di nome Arvak e Alsvid. Alla fine dei tempi Sól sarà raggiunta da Sköll, il lupo  che la insegue e che la divorerà. Dopo il Ragnarök la figlia di Sol prenderà il posto della madre.

Per quanto riguarda l’etimologia sul sito bifrost.it, riportano che

La parola germanica per «sole» presenta un’alternanza tra –n e –l radicale. Nel primo caso si può ipotizzare un protogermanico *sunnon (cfr. anglosassone sunne; antico alto tedesco sunna, medio alto tedesco sunne, tedesco Sonne; norreno sunna, feringio sunna); nel secondo caso un protogermanico *sōwilō o *saewelō (cfr. gotico sauil; anglosassone sīġel; norreno sól, danese e svedese sol).

La parola deriva da un indoeuropeo *SOH²WL. Cfr, sanscrito sūra, avestico xweŋ, greco hḗlios, latino sol; antico slavo slŭnĭce, russo solnce; lituano saulė, lettone saule; gallese haul, irlandese suil «occhio».Nel futhark antico, *sōwilō «sole» è anche il nome di una runa.

 

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SEKHMET E BASTET

Sekhmet il cui nome significa “colei che è potente” è una dea solare della mitologia egizia. Nell’iconografia è raffigurata come leonessa o come una donna dalla testa leonina, ed a partire dalla XVIII dinastia acquisì anche i simboli divini quali il disco solare, l’ureo ed il bastone uadj. Dalla parola egizia sekhem che significa potere derivano sia lo scettro e, con l’aggiunta della desinenza et indicativa del femminile, il nome della dea.

Figlia di Ra, sposa di Ptah e madre di Nefertum, ella è la dea della guerra, personificazione del potere distruttivo del sole, dovuto al calore eccessivo, e dell’aria rovente del deserto i cui venti  rappresentano il suo alito.

Anche Bastet nasce come divinità solare, personificazione del calore benefico del sole (al contrario di Sekhmet che ne incarna il potere distruttivo), e solo in epoca greca viene assimilata ad Artemide, diventando così una dea lunare. Per un certo periodo ha incarnato anche entrambi gli aspetti.

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AMATERASU

Amaterasu-ō-mi-kami (“la grande augusta dea che illumina il cielo“) è la dea del sole dello shintō alla quale è dedicato il Santuario di Ise. Viene considerata la mitica antenata da cui discende la famiglia imperiale giapponese.

Il Kojiki riporta un antico racconto secondo cui quando Susanoo (il dio degli uragani e fratello di Amatarasu) distrusse gli argini delle risaie piantate dalla dea, ostruendone i fossati, ella si ritirò nella caverna Ama-no-Iwato, lasciando il mondo nell’oscurità. Le altre divinità si recarono allora la da lei pregandola di uscire, senza, però, avere successo. Quindi la dea Ama-no-Uzume ebbe un’idea: appese uno specchio ad un albero vicino ed organizzò una festa, in cui fece ridere talmente tanto gli altri dei da incuriosire Amaterasu e spingerla a sbirciare fuori. In questo modo riuscirono a convincerla a ritornare in cielo.

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Altre dee del sole le troviamo tra i Saami (Beiwe), tra i Finni, tra le tribù africane e tra gli aborigeni australiani.

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13 comments

  1. Ottimo articolo. In ogni caso anche divinità Elleniche ed Italiche, in particolare aspetti locali, collegate ad aspetti lunari ne avevano altrettanti solari; lo stesso vale per divinità solari come Apollo, che avevano importanti riferimenti lunari: Apollo è rappresentato anche con una falce lunare, è strettamente collegato alla sorella Artemide e ad Ecate, di cui è controparte maschile festeggiato al novilunio (aspetto che verrà sincretizzato al romano Giano già da autori neo-platonici come Proclo); Apollo, prima della completa assimilazione con Helios, il Sole, viene anche considerato “Dio dall’arco argentato”, “dio della notte” (come Vediove, dio etrusco-romano del fulmine notturno). Il Sole ha un aspetto maschile quando è accentratore del cielo, fuoco forte e guerriero che caccia le nebbie spaventose, quando si esprime con forza e talvolta persino violenza, ma è anche femminile quando è portatore di fertitlità e dona vita a piante ed animali. E’ “femminile”, sovente, anche quando muore e rinasce: il fatto che divinità solari come Adone o Balder di fatto compiano lo stesso iter iniziatico di Persefone (Dea alla fine dei conti solarissima!) non è assolutamente un caso.

    Ottima specificazione!

  2. P.S. spesso il rovente sole del Sud era interpretato come maschile ed il sole gentile del nord come femminile, anche se ci sono tantissime interpretazioni e variazioni. Un Dio non è una “forza naturale divinizzata”, come credono gli atei e gli antropologi profani, ma un entità trascendente: per questo la Forza del Sole e della Luna può corrispondere a varie divinità e non solo ad una. Basti pensare che la Diana romana ha anche forti riferimenti solari (Giunone era più lunare di lei) e quanto è vero che Giano è solare è anche vero che egli era associato alle fasi lunari da cui si deducono i cardini mensili. Allo stesso modo anche Giove ha un aspetto lunare, legato alla Luna Piena, la luna fecondata dalla luce del Sole, quindi ad uno stato di equilibrio e di ‘pienezza’, di “non bisogno”; in alcune raffigurazioni egli è appunto ‘pieno’, quasi che fosse gravido, come alcune raffigurazioni di santi e buddha cinesi.

  3. Davvero un bellissimo articolo, in aggiunta ti segnalo che nel folklore dolomitico ci son tantissime figure femminili legate al sole, ad esempio Merissana (Meridiana), Alba e Soreghina, a testimonianza di una comune matrice archetipica di Dea Solare.

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