I segreti del bosco

Sto rileggendo “I segreti del bosco” di Giancarlo Ferron (sì, dato che ho “pochi” libri da leggere, mi permetto anche di riassaporare quelli vecchi XD). Volevo condividere con voi una parte delle parole d’apertura, che sono meravigliose.

C’è stato un tempo in cui l’uomo comunicava con gli animali e gli alberi selvatici: lui stesso era un essere selvatico che sapeva ascoltare e interpretare i segni della Natura.
Oggi, invece, egli ha ripudiato le sue origini, si è addomesticato e messo in gabbia da solo. Si è chiuso dietro le mura delle città, ha perso lo stupore per la bellezza e non crede più alle magie dei boschi, nè ai misteri delle montagne.
Per quanto mi riguarda […] mi sono imposto di restare un uomo selvatico. Indosso la maschera della civiltà solo per i rapporti sociali con gli esemplari domestici della mia specie, ma interiormente non rinnego affatto quello che sono davvero, perchè so quello che perderei e non voglio ingannare me stesso. […] Continuo a fare il guardiacaccia sulle mie montagne, continuo a parlare con gli alberi e gli animali perchè, sempre di più, sento che sto camminando sul mio sentiero.
Prima di mettermi a scrivere, mi ritiro nel mio tempio segreto per meditare: è un bosco di alberi vecchi, abitato da spiriti primordiali che ogni tanto escono dai tronchi e dalle pietre; lame di luce tagliano l’ombra cupa del sottobosco e creano atmosfere magiche in continuo movimento. Ieri, l’Entità selvaggia del tempio mi ha detto che devo fare qualcosa per svelare i segreti dei boschi a chi è disposto ad ascoltarmi. Mi ha detto che non è tutto perduto, che ci sono ancora molte persone che amano gli abitanti della foresta. […] L’insieme del mondo vivente io l’ho sempre chiamato, e continuo a chiamarlo, Natura e non biosfera; per me i boschi sono fatti di alberi, cespugli, erbe e fiori, e non si tratta solo di fitocenosi; per la Terra non è materia ma è la Grande Madre, perchè io credo ancora alle cose sacre dell’esistenza. Il concetto di “materia” è un qualcosa di freddo, senza identità. Definire le meravigliose manifestazioni della Vita come “materia vivente” significa spogliarle della sacralità de del loro spirito.

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