Come costruire un contapreghiere

Visto che ho riesumato il vecchio articolo a riguardo mi sembra carino mettere anche qualche indicazione pratica per chi volesse costruirsi un contapreghiere adatto al proprio percorso. Sopratutto perché è uno strumento utile e versatile.

Costruire un contapreghiere può essere considerato in sé stesso un atto in onore degli dèi. In questo caso, secondo me, comprare una mala, uno juzu o un Κομπολόι e usarli, ad esempio, nella tradizione nordica, senza tener conto del loro simbolismo e della loro destinazione d’uso, non è molto appropriato, così come non lo è smontare un vecchio (o nuovo) rosario cristiano sostituendone i simboli con altri più uicci, cosa che alcuni anni fa andava molto di moda tra alcuni neopagani

Il rosario cattolico è stato pensato e strutturato in quel modo apposta per recitare la corona del rosario; una mala indicata per Lakshimi è costruita con certi materiali per un motivo ben preciso. Mi si potrà obiettare che ‘tanto un contapreghiere è solo uno strumento e che è la preghiera che conta, quindi anche adattarli va bene. Ok, ma voi andreste in giro con un sacco dell’immondizia perché ‘tanto l’importante è non camminare nudi per strada?

Ecco, appunto.

Come fare, dunque, a costruire un contapreghiere per un sistema di credenze riferito ad una civiltà antica? Mi verrebbe da rispondere: “studiando la cultura in questione e suoi simboli, anzitutto”, ma volevo dare dei consigli pratici e quindi procediamo per punti.

FASE UNO – Ricerca nel passato

Prima di tutto documentatevi sull’esistenza e sull’uso di contapreghiere nel sistema religioso di riferimento. Fate riferimento alle fonti e a testi di studi storico-antropologici, possibilmente di ricercatori universitari accreditati. Se doveste scoprire che dei conta-preghiere erano già in uno nell’antichità, tanto meglio, potreste costruirne uno basandovi sul materiale raccolto (se sufficiente). O anche no, comunque.

FASE UNO-BIS – Documentarsi sulla cultura di riferimento e studiarne i simboli 

Se non avete trovato nulla o se preferite realizzare il vostro contapreghiere in modo autonomo, allora è il momento di fare un tipo di ricerca diverso dal precedente, ma altrettanto importante (diciamo che è quel genere di studio che dovreste fare già all’inizio del vostro percorso). Studiate la cultura a cui fate rifermento, i suoi simboli e le sue divinità in modo approfondito, cercando nelle fonti e in testi di persone autorevoli (non di wikkini o gnùeiger…e ricordate che quello che le fonti non dicono lo potete ricavare con pazienza dalla pratica).

Quali sono i numeri sacri di quella tradizione?
Ci sono alberi e animali sacri? Quali?
Quali sono i numeri e i simboli associati a ciascuna divinità?
Quali materiali erano indicati nelle offerte agli dèi?
La cultura di riferimento possedeva un sistema filosofico? Cosa sosteneva?
E così via…

FASE DUE – Decidere l’uso di destinazione

A cosa vi servirà il contapreghiere? A recitare mantra? A pregare una divinità in particolare? Dovrà avere una valenza abbastanza generica? Una volta stabilito l’uso che ne farete, vi sarà possibile passare alla fase tre.

P.S.: tenete a mente che c’è differenza tra mantra e preghiere.

FASE TRE – Stabilire il tipo di materiali da usare

I materiali usati dovrebbero essere quanto più possibile naturali, anche se nulla vieta di usare argilla o vetro (con le dovute accortezze, dato che se cade si rompe) nel caso in cui non si riuscisse a trovare quello che si cerca. L’importante, secondo me è evitare plasticoni, fimo, resine sintetiche e simili. In linea di massima si dovrebbero usare legno, cristalli, semi, ossa, e altri materiali di questo tipo. Ricordatevi che i materiali varieranno in base alla destinazione d’uso.

Facciamo un esempio. A Freya è legata l’ambra, quindi volendo fare un contapreghiere per lei sarebbe indicato l’uso di questo materiale. Sappiamo però che l’ambra in commercio è davvero poca e che in genere si trovano solo patacche di plastica. In questo caso si può optare per l’uso di un altro materiale a lei legato, o di una resina non fossile, o anche di vetro color ambra (se proprio, proprio non troviamo altro).

FASE QUATTRO – Decidere la disposizione dei grani

Se il vostro contapreghiere è costituito da grani tutti uguali, ai quali farete corrispondere una stessa preghiera o uno stesso mantra, allora questa fase può essere saltata.

Se invece decidete di usare grani di diverso tipo per separare eventuali gruppi di altri grani o per evidenziare preghiere e richiami specifici durante l’orazione, pensate con molta attenzione al modo in cui li volete disporre; fate varie prove prima di chiudere il contapreghiere. Secondo me la disposizione in questo caso è importante e deve riflettere un simbolismo ben preciso.

FASE CINQUE – Scrivere le preghiere

Scrivete ora le vostre preghiere, possibilmente evitando quelle dei libri e di internet, e iniziate ad usare il contapreghiere 🙂

MATERIALI NECESSARI

In linea di massima vi serviranno:
– grani grandi, piccoli, di vari colori e materiali;
– filo di cotone, o lana, o lino, o altra fibra naturale;
– eventuali pendagli metallici con simboli o rappresentazioni di dèi, animali, ecc.
– una forbice;
– tanta pazienza.

Buon lavoro!

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