Gli alimenti dei morti #2: La fava

La fava è una pianta appartenente alla famiglia delle fabaceae, della quale esistono numerose varietà.

Nell’antica Grecia si celebrava la pyanòpsia, la festa delle fave, durante la quale si preparava una zuppa a base di questo legume. Grazie a Pausania sappiamo che esisteva un tempio dedicato ad un eroe chiamato Kyamìtes (che contiene la stessa radice della parola kùamoi, cioè “fava”), che era considerato, molto probabilmente, lo scopritore delle fave.

Tale scoperta, d’altro canto, non era attribuibile alla dea Diana, alla quale erano sacri i cereali, poiché ai sacerdoti di Eleusi era proibito consumare le fave. Lo stesso divieto lo si ritrovava, per tutta una serie di ragioni, anche tra i pitagorici e gli orfici. Le fave erano escluse anche dai culti oracolari di epoca classica poiché si riteneva che ottundessero la mente e il fisico.  Nei culti arcaici, invece, le fave erano usate per interrogare le divinità con il metodo del sorteggio.

L’uso oracolare della fava era diffuso anche nella Roma antica, come testimonia Plinio. Nella tradizione popolare italiana questi legumi erano usati dalle donne in età marito per divinare sul loro futuro.

Secondo una credenza tramandata da Porfirio, le fave erano il veicolo delle anime dei defunti e questo è da mettere in relazione con il loro ruolo nei riti funebri. Nell’antica Roma esse erano usate indistintamente sia nei riti propiziatori, sia in quelli funerari; ad esempio, come riporta Ovidio nei Fasti, in occasione dei Parilia degli steli di fava erano lanciati nel fuoco in quanto simboleggiavano l’annientamento delle impurità, mentre durante le Calende le fave erano al centro del rito della dea Carna (aspetto della Grande Madre), in onore della quale si offriva una farinata a base di questi legumi. Le fave erano usate anche durante i Feralia e i Lemuria.

Attualmente, in Valpolicella (VR) si svolge la festa delle fave (di origine precristiana) durante la quale alcuni abitanti, vestiti con abiti tradizionali, issano un paiolo sopra ad una pietra, la piera de le fàe, e cucinano una minestra a base di fave, patate e pancetta.

      

Proprietà e usi comuni della fava.
Le fave sono un alimento povero di grassi e contenente: proteine, fibre, carboidrati, sali minerali (ferro, potassio, magnesio, rame, selenio) e vitamine (soprattutto acido ascorbico). Essendo ricche di ferro aiutano chi soffre di anemia. Le foglie essiccate di fave sono usate in erboristeria per stimolare la diuresi.

ATTENZIONE: in alcuni soggetti sensibili e predisposti le fave possono scatenare una reazione allergica; in alcuni soggetti essere sono causa di sindrome emolitica acuta (favismo).

 

Fonti:
Cattabiani, Lunario
Cattabiani, Florario
Valnet, Fitoterapia - guarire con le piante
http://www.sangiorgiodivalpolicella.it/festa-de-le-fae.html
http://www.treccani.it/enciclopedia/favismo_%28Dizionario-di-Medicina%29/
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